Segni di metamorfosi  

Opere 1995-1999             

Nel suo studio

Scheda biografica

Nato nel 1937 a Venezia, nel 1951 inizia a lavorare come soffiatore di vetro a Murano e nel 1956 si trasferisce a Bolzano dove nel 1964 avviene un incontro fondamentale: quello con il pittore Willy Valier. Nel 1969 Trolese dipinge le sue prime opere significative. Ciò che di visionario è nelle sue immagini scaturisce sempre da emozioni reali della vita quotidiana. A Bolzano, nel 1970, ha luogo la sua prima mostra personale, presentata da Luigi Serravalli.  L'anno seguente Trolese tiene la sua seconda mostra personale, questa volta a Milano, con presentazione in catalogo di Raffaele De Grada. A Milano si trasferisce definitivamente nel 1972. Qui conosce i critici d'arte Carlo Munari e Renzo Margonari: quest'ultimo, in particolare sensibile alle vicende dell'arte fantastica, lo sostiene, presentandolo in diverse mostre di tendenza.

Arte fantastica

Hanno detto di lui.....

Percorso

Opere pittoriche

Opere grafiche

Nel 1976 aderisce al Centro Culturale Bafomet di Firenze. Dal 1981 all'86 Trolese dà vita al gruppo ALEPH con Bardi, Paz, Togo, Seveso, Marasi e Paola Mortara. Nel 1987 la sua opera viene presentata dalle Edizioni dello Scarabeo in un catalogo riassuntivo del periodo 1970/1987, con testo di Paolo Bellini. Nel maggio del 1990 una sua importante mostra personale con opere dal 1973 al 1989 viene ospitata dalla galleria Senato di Milano.In questo periodo matura un atteggiamento diverso nei confronti della pittura: colore e gesto diventano primari rispetto alla forma, che in ogni caso sottende il lavoro. Nel dicembre dello stesso anno la Galleria Spazi Arte di Piacenza allestisce una vasta mostra personale con un nuovo testo introduttivo di Raffaele De Grada.Nel 1991, per le edizioni Giorgio Mondadori esce il libro Arte fantastica e Incisione - Incisori visionari dal XV al  XX secolo, in cui viene dedicata una pagina al suo lavoro di incisore. Nel 1992 il Museo d'Arte Moderna di Bolzano acquista un suo grande quadro.  Nel novembre dello stesso anno il mensile «Arte» gli dedica un ampio servizio fotografico con testo di Paolo Bellini. Dal 1986 è invitato a tutte le Triennali dell'Incisione di Milano. Nel 1995 è invitato alla mostra «Sulle rotte dell'animale tra immaginario e fantastico» di Bressanone. Sempre a Bressanone nel 1997 partecipa alla mostra "Nel segno del labirinto".  Nello stesso anno al Museo della Permanente, a Milano, espone alla mostra "Figurazioni". Trolese tende con maggiore interesse ad approfondire la calcografia in tutte le sue tecniche, riservando alla pittura le vitalità del colore. Nel 1998 è invitato alla 3° rassegna del Bianco&Nero di Modica. Nello stesso anno  partecipa ad un Concorso Ministeriale, in seguito al quale viene nominato Docente di Tecniche dell' Incisione, prima all'Accademia di Belle Arti di Venezia e poi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Nel 1999 partecipa alla mostra "L"arte e il torchio" di Cremona e alla mostra "Itinerari grafici" di Este. Nello stesso anno espone a Siracusa con "Cyperus Papyrus" e Milano al Centro dell'Incisione. A Milano nel 2000 prende parte alla mostra "Per inciso" al Museo della Permanente e partecipa con una grande crocifissione alla "Biennale d' Arte Sacra" nella Chiesa del Carmine. Sempre nel 2000 espone al Museo d'Arte Contemporanea di San Donato Milanese alla mostre  "Dürer ... da Dürer" e "Con la cima verso il cielo", e al  Premio Internazionale "Ermanno Casoli" a Serra San Quirico. Per quanto riguarda  le partecipazioni all’estero, Trolese viene selezionato per la "National Print Exhibition" alle Mall Galleries di Londra, unico italiano presente. Per Trolese l'incisione è linguaggio autonomo e come tale la ricerca del segno va perseguita senza l'apporto del colore. Con rigore tecnico, senza il quale qualsiasi avventura dello spirito si annacqua. Il colore, in quanto risonanza psichica profonda, meglio si adatta alle materie della pittura.  L'incisione in bianco e nero, nei suoi vari procedimenti, è quello che non può essere la pittura: filtro di luce, rappresentazioni astratte di realtà concrete. Il 2001 lo vede operare  al Centro dell’ Incisione di Milano e poi al Castello di Novacella di Bressanone, con  la mostra "Il matto dei tarocchi", tema che sviluppa in quadri e in una serie di incisioni all'acquaforte. Viene nuovamente selezionato alle Mall Galleries di Londra e ancora una volta  è  l'unico italiano ad esporre alla  "National Print Exhibition". Le ultime partecipazioni del 2001 sono la Biennale Europea dell’Incisione di Acqui Terme e la “International Miniprint Triennial" a Lahti Art Museum, in Finlandia. Da molti anni Trolese passa le estati , con la moglie Silvana , nelle montagne del Trentino Alto Adige, sovente raggiunto dal figlio Luca, che fa il violista e dalla figlia Sara che vive a Londra.     Attualmente Trolese è docente di Tecniche dell'Incisione all'Accademia di Belle Arti di Sassari.

 

 

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Ultimo aggiornamento 27.05.2002

© 1999 Benito Trolese